Padre Pio e il suo profumo

Un ceffone

Maria Pompilio: “Una sera, verso le ore undici, mentre facevo l’ora santa notturna con mia sorella Antonietta, stavo per addormentarmi quando ecco, sentii un ceffone sulla guancia destra. Tremai tutta. Chi mi aveva percosso? Mi sembrò che avesse una mano coperta da un mezzo guanto. Come non pensare a Padre Pio? Per accertarmi, il giorno dopo mi recai nella chiesa del convento. Incontrai il Padre che subito mi disse: “Così si manda via il sonno quando si prega.” (Covino, Ricordi, 34)

Maria Pompilio

Servendo la Messa

James Bulmann, un seminarista Americano, un giorno ebbe il privilegio di servire la messa a Padre Pio. Dopo raccontò ai frati: “Mentre rispondevo alle preghiere ai piedi dell’altare, ho sentito un bellissimo profumo, di un tipo che non ho mai sentito prima.” E concluse: ” Io ero venuto sapendo poco di Padre Pio, a non sapendo nulla di questo fenomeno del profumo.” (Gaudiose, Prophet, 71-2)

Vogliamo sapere

Dorothy Gaudiose si trovava vicino a Padre Pio con due suore della Carità. Dorothy disse in italiano: “Padre, queste sono due suore americane. Dicono di avere una domanda per voi.” Padre Pio le guardò e poi disse a Dorothy in italiano: “Lo so quello che vogliono; voglio sapere come stanno difronte a Dio. Di’ loro di seguire le regole del loro ordine, e di continuare quello che stanno facendo.” Dorothy si voltò verso le suore e disse, in inglese: “Suore, qual è la vostra domanda per Padre Pio?” Le suore risposero quasi all’unisono: “Digli che vogliamo sapere come stiamo difronte a Dio.” (Gaudiose Prophet, , xiv-xv)

Tre giorni per scrivere

Ginette Estebe, di Royan, Francia, testimoniò: “Io ero paralizzata nella parte sinistra, braccia e gambe; e la faccia era allungata e deforme. 18 medici mi avevano detto che ero incurabile. Un giorno mi dissero di Padre Pio e decisi di scrivergli una lettera.  Ci vollero tre giorni per scrivere una letterina con la mia mano destra. Dopo che mandai la lettera, mi accorsi che potevo muovere le braccia, le mani e le gambe. Dopo poco tempo ero perfettamente guarita. Andai a ringraziare Padre Pio. Egli mi riconobbe e mi benedisse, mettendo la mano sulla mia testa.” (Gaudiose, xiii)

Bussai il campanello

Padre Clemente Tomay da Postiglione visse per 26 anni nel convento, ed era confessore e amico di Padre Pio. Egli testimoniò che il 3 ottobre 1923, avvicinandosi a Padre Pio fu “circondato da un intenso profumo di violette, così intenso che quasi quasi ero sopraffatto. Il profumo durò per circa dieci minuti.” Lo stesso Padre Clemente riportò: “Stavo portando la Santa Comunione alla casa del dr. Sanguinetti, che era malato. Quando io bussai il campanello mi sentii circondato da un forte profumo. Tornato al convento riportai il fatto a Padre Pio e gli chiesi: “Padre, perché’ mi avete fatto sentire il vostro profumo?” Padre Pio rispose: “Perché’ sono tanto contento di te.” (Ingoldsby, Padre Pio, 94-5)

Lei signore, vuole confessarsi?

Carlo Campanini, il famoso attore comico italiano, si trovava a Sao Paulo in Brasile per una tournee. Carlo era figlio spirituale di Padre Pio. Sentiva messa, faceva la comunione, e recitava il rosario tutti i giorni. Si trovava in fila per confessarsi nella cattedrale di San Paolo. Era un po’ preoccupato su come avrebbe interagito col confessore, dato che non conosceva il portoghese. Si mise a pregare Padre Pio, chiedendogli aiuto. A un tratto da un confessionale che sembrava vuoto, uscì un prete che, rivolgendosi particolarmente a lui, disse in italiano: “Lei signore, vuole confessarsi? Prego, si accomodi.” Carlo Campanini dopo la confessione stata facendo la penitenza e allo stesso tempo pensava a chi potrebbe essere stato il confessore, e come faceva a sapere che lui era italiano. All’improvviso “un’ondata di profumo” gli fece capire quello che era realmente accaduto. (Iasenzaniro, The Padre, Testimonies, 501-1)

Un telegramma

Maria Rosaria Galiano di Napoli stava in fin di vita a causa di un adenocarcinoma uterino. L’operazione chirurgica portò un rilievo temporaneo, e il tumore ricomparve. La figlia Rita mando’ un telegramma a Padre Pio. Il 29 aprile 1950 Maria sentì un intenso profumo che rimase per due giorni consecutivi. Il terzo giorno si sentì guarita. I medici fecero dei test e constatarono che il tumore era completamente sparito. Maria andò a ringraziare Padre Pio e riprese la sua vita normale. (Cataneo, Padre Pio, 127-9)

Una sfera di profumo

Dr. Zuhair Yusuf Miscony, sua moglie dr. Myriam, e la figlia Zena, tutti Cattolici di Rito Siriano in Iraq, si trasferirono a Londra nel 1971. Nel luglio del 1989 ricevettero un’immaginetta con la reliquia di Padre Pio. Essi recitarono la preghiera sull’immaginetta ogni giorno. Una sera Dr. Miscony, tornando a casa dall’University College Hospital dove aveva lavorato tutto il giorno nella sala operatoria, fu investito da una motocicletta: ” lanciato in aria cinque metri a cadendo di nuovo sull’asfalto con un tonfo potente.”  La ragazza motocilista e i passanti che avevano visto l’incidente rimasero strabiliati quando dr. Miscony si alzò in piedi e disse che stava bene, e se ne torno’ a casa.  Dr Moscony ricordo’ che mentre stava in aria disse semplicemente: “Padre Pio.” La moglie, che era pure lei medico  e la figlia, che era chimico, saputo dell’incidente lo portarono subito al pronto soccorso dell’ospedale per essere esaminato per possibili lesioni interne. I test furono negativi. I dottori erano stupefatti, non trovando neanche un graffio, e conclusero che egli era stato veramente fortunato e che “qualche specie di miracolo qui’ è successo.” Tornati a casa dr. Miscony, solo in casa,  stava vedendo un video su Padre Pio quando egli percepì “come una sfera di profumo al centro della stanza. Come gigli, ma molto più bello.” Quando la moglie e la figli tornarono a casa dopo una mezz’oretta, entrando in casa furono “immediatamente colpite dal profumo entrando nella stanza dove stava il televisore.” Myriam disse: “Egli sta qui’”. Tutti e tre controllarono “ogni bottiglia e bottiglietta che stava in cucina, nel bagno, dappertutto in casa, ma niente produceva il profumo che loro sentivano.” ” Il profumo durò dalle 6 di sera fino a verso mezzanotte.”  (Gallagher,224-6)

Una rosa per la Madonna di Pompei

Il 19 settembre 1968, quattro giorni prima della morte di Padre Pio, Padre Alberto D’Apolito era presente quando un figlio spirituale  porto’ a Padre Pio un mazzo di rose per il cinquantesimo anniversario delle stimmate. Padre Pio chiese al figlio spirituale di portare una delle roser al Santuario di Pompei. Egli lo fece. Una delle suore domenicane del SWantuario mise la rosa in in vaso con altri fiori. Il giorno 23, quando Padre Pio mori’, le suora vide che i fiori nel vaso si erano appassiti e stava per buttarli via, quando noto’ che la rosa di Padre Pio si era chiusa ed era diventata di nuovo un bocciolo profumato. La rosa fu messa da sola in un contenitore di vetro. (Napolitano, Padre Pio, 223)

Un anno dopo, quando Padre Alberto andò in pellegrinaggio a Pompei, lui e il gruppo di fedeli che stava con lui, videro che la rose si era conservata, ancora fresca, con solo il gambo appena ingiallito.”  (Alberto, Padre Pio Memories, 387-9)

La Beatificazione

Lauro Bonaguro di Polesella in provincia di Rovigo, e residente a Ferrara fu colpito da un ictus il 24 luglio 1998. Era completamente paralizzato nella parte destra del corpo, e non riusciva a parlare bene. Stette un mese in ospedale, ma non migliorò. Per camminare trascinava la gamba destra e aveva  forti dolori al braccio destro. Il giorno 2 maggio 1999, durante il rito della beatificazione di Padre Pio, stava guardando la televisione, e pregando Padre Pio allo stesso tempo, di poter essere capace di sopportare la malattia. All’improvviso Lauro e la moglie sentirono un profumo, che diventava sempre più forte, al punto di sentirsi soffocati. La moglie andò dappertutto, in casa e in giardino per vedere da dove veniva quel profumo. Non c’era una spiegazione. Al momento della scoperta dell’immagine di Padre Pio sulla facciata di San Pietro, il profumo diventò ancora più forte. Il profumo finì dopo parecchi minuti. Poco tempo dopo la moglie vide Lauro in piedi nel bagno che si pettinava allo specchio. Egli non aveva fatto caso che si reggeva perfettamente in piedi e stava camminando normalmente. Lauro riprese a lavorare normalmente, guidando la macchina senza problemi. (Iasenzaniro, Padre Pio Testimonies, 657-9).

Un pannolino

Il dr. Giorgio Festa scrisse; “Nella mia prima visita tolsi dal suo costato un pannolino intriso di sangue, che portai con me per una indagine microscopica. Io personalmente, essendo privo del senso dell’odorato, non ho sentito nessuna speciale emanazione: però, le persone che al ritorno a Roma stavano in automobile con me, pur non sapendo, sentirono molto bene la fragranza, e mi assicurarono che corrispondeva al profumo di Padre Pio. A Roma, conservai il pannolino in un mobile nel mio studio. Nei giorni successivi e per un lungo periodo di tempo, le persone che venivano a consultarmi, me ne hanno domandato spontaneamente l’origine.” (Festa, Misteri, 152s.) (Capuano, Con P. Pio, 268-9)

Sanctus

Fra’ Modestino racconta che un giorno stava servendo la messa a Padre Pio all’altare di San Francesco. Al momento del Sanctus “un’ondata di tanto profumo mi avvolse. Aumentò sempre di più fino a togliermi il respiro. Mi ressi con la mano alla balaustra per non cadere. Stavo per svenire e chiesi mentalmente al Padre di evitarmi di fare una brutta figura dinanzi alla gente. In quel preciso istante il profumo sparì.” Più tardi fra Modestino chiese a Padre Pio riguardo a quel fenomeno del profumo. Padre Pio: “Figlio mio, non sono io. E’ il Signore che agisce. Lo fa sentire quando vuole e a chi vuole. tutto avviene se e come piace a Lui.” (Modestino, Io… testimone, 55-6)

La statua di Padre Pio

Sentivo anch’io, dinanzi alla statua fuori del convento, delle ondate di un particolare profumo, come una scia che mi attirava da qualche parte. Non volevo arrendermi, e mi convinsi che quei furbacchioni di monaci avevano installato dei tubicini, ben nascosti nella statua, dai quali insufflavano ogni tanto un po’ di profumo. Non mi venne nemmeno in mente che, se quell’ipo­tesi fosse stata vera, il profumo doveva essere sentito da tutti e non solo da me. Ma ormai mi ero incaponito. Quando il piazzale fu deserto tornai dinanzi alla statua di Padre Pio – nel luogo ove poco prima avevo avvertito pesanti ondate di profumo – deciso a scoprire la truffa. Il profumo, quasi a prendersi gioco di me, si ripresentò gagliardo ma sempre molto dolce, e mi avvolgeva come due invisibili ali che mi abbracciava­no lasciandomi stordito e confuso. Senza accorgermene, e con l’intento di cercare il tubicino nascosto, mi arrampicai sulla statua e la fiutai palmo a palmo finché una vocina mi portò alla realtà. Era una donnetta piccola piccola che mi chiedeva: «Cosa fa lei lassù, sente forse il profumo? È il profumo di Padre Pio. Oh, lei è fortunato, è una grazia, è una grazia!». (AmodioIl Segreto del Re, 1983) (Lotti, Voce di Padre Pio, gennaio 2010, p. 40-5)

Caramelle

Interrogato su cosa mai significasse il «profumo» che tanti percepivano e collegavano a lui, Padre Pio rispose: «Il profumo? Semplicemente un po’ di caramelle per i bambini». John McCaffery – «Padre Pio, ricordi e racconti»

I microbi

«Non gli bacerò mai le mani – aveva detto mio figlio venuto con me dalla Svizzera – sono cose da Medio Evo. Chissà quanti microbi su quei guanti con tutti quei baci». Andò a confessarsi e io attendevo il suo ritorno recitando il rosario, ma quale non fu il mio stupore quando, pochi momenti dopo, me lo vidi passare davanti senza che mi vedesse, pallido, con la bocca gonfia: aveva le labbra gonfie e violacee, sembra­vano le labbra di un autentico africano, solo che erano bluastre e l’alito era profumatissimo di viole fresche. Raccontò poi che, giunto il suo turno per la confessione, appena in ginocchio davanti al Padre, senza sapere come, ne afferra la mano e la bacia. Al contatto con quella mano provò una violenta scottatura come se avesse baciato un ferro rovente, ed immediatamen­te gli si gonfiarono le labbra e sentì in gola un forte «sapore» di mammole. Il profumo dell’alito durò cinque giorni. Man mano che la bocca tornava normale, anche il profumo diminuiva. (Riportato da Teresita De Vecchi su «La Casa Sollievo della Sofferenza»)

Quattro sorelle

Dissi a Padre Pio se volesse prendermi per sua figlia spirituale: «E perché no?». «Padre, prendete pure le mie altre tre sorelle come vostre figlie spirituali?». Allora lui, ridendo di tutto cuore: «E se chille non lo vonn’essere?» («E se quelli non lo vogliono essere?»). «Ma sì che lo vogliono!». «E va bene, pure loro mie figlie spirituali». «Grazie, Padre. Ora che verrò a baciarvi la mano, ve la bacerò pure per loro». Così feci. Baciai quattro volte la sua destra, mentre egli poggiava, amorevolmente, la sua sinistra sul mio capo. Fu allora che avvertii il suo profumo. Profumo che portai fino a casa…  (Riportato da Amalia Pellettieri su – «La Casa Sollievo della Sofferenza»)

Monsignor Raffaello Rossi fu inviato dal Sant’ Ufficio nel 1921 per investigare Padre Pio. Ecco cosa scrisse ai cardinali riguardo al profumo.

«Questo profumo gratissimo e vivissimo, paragonabile a quello della viola lo attestano tutti… e gli Eminentissimi Padri permetteranno che lo attesti anch’io. L’ho sentito come ho veduto le stimmate. E posso assicurare di nuovo gli Eminentissimi Padri che io andai a S. Giovanni Rotondo con l’animo risoluto, come di dovere fare un’inchiesta assolutamente obiettiva, ma insieme con una vera prevenzione in contrario riguardo a quanto si narrava di P. Pio. Oggi non sono un… convertito, un ammiratore del Padre: assolutamente no: mi sento in piena indifferenza e direi quasi freddezza, tanto ho voluto mantenere la serena obiettività del relatore, ma, per debito di coscienza, debbo dire che dinanzi ad alcuni fatti non son potuto rimanere nella personale prevenzione contraria, per quanto nulla esternamente abbia manifestato. E uno di questi fatti è quello del profumo, che, ripeto, io ho sentito, come sentono tutti: il solo a non sentirlo è Padre Pio. Donde esso procede? Ecco una domanda più imbarazzante dell’altra: donde procedono le stimmate?… Che io sappia, uno stato morboso tale non può produrre profumi. Per cui, di nuovo, o siamo davanti all’opera diabolica e questa per le già esposte ragioni si deve escludere; o davanti all’azione divina e su questa non oso pronunziarmi; oppure siamo senz’altro davanti al trucco, all’inganno, o, quanto meno, ad un caso innocente di uso di profumi da parte di P. Pio. Ma l’inganno non si sostiene al confronto della buona vita del Religioso, come, per il medesimo motivo, non si spiegherebbe in lui una tale vanità secolaresca: in ogni modo, o inganno o semplicità, il fatto è che P. Pio in cella non ha che il sapone, e la cella l’ho visitata con la maggiore attenzione, parte per parte. Siccome però è evidente che anche fuor di cella si potrebbe conservar qualcosa… di contrabbando, quel che maggiormente suffraga in proposito è la dichiarazione giurata con cui P. Pio ha attestato di non usare e di non aver mai usato profumi». Ed ancora: «I pannolini bagnati del sangue uscito dalle ferite di P. Pio, lo zucchetto di lui, i guanti, i capelli tagliati da due anni conservano questo profumo. Donde viene? Ho constatato e riferito un fatto. Giudichino gli Eminentissimi Padri» (Castelli, Padre Pio under investigation, 124-6) (Giannuzzo, Padre Pio, 219-20)

Padre Raffaello Carlo Rossi dei Carmelitani Scalzi
Nominato vescovo di Volterra nel 1920, mandato come inquisitore di Padre Pio nel 1921
Fu nominato Cardinale nel 1930
Raffaello Rossi nacque a Pisa nel 1876.

Al presente Servo di Dio, del Card. Rossi e’ in corso avanzato il processo di Beatificazione e Canonizzazione.