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Preghiera quotidiana: 15 ottobre 2019

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Nella giornata di oggi, martedì 15 ottobre, si celebra Santa Teresa d’Avila.

In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro»

La preghiera per la giornata odierna

PREGHIERA A SANTA TERESA D’AVILA

O Santa Teresa, che attraverso la tua costanza nella preghiera, raggiungesti le più alte vette della contemplazione e sei stata additata dalla Chiesa quale maestra di orazione, ottienici dal Signore la grazia di imparare il tuo stile di preghiera per poter raggiungere come te quell’intimo rapporto di amicizia con Dio dal quale sappiamo di essere amati.

1. Amabilissimo Signor nostro Gesù Cristo, vi ringraziamo del gran dono dell’amor di Dio concesso alla vostra diletta S. Teresa; e per i meriti vostri e di questa vostra amantissima sposa Teresa, vi preghiamo di concederci la grande e necessaria grazia del vostro perfetto amore.

Pater, Ave, Gloria

2. Dolcissimo Signore nostro Gesù Cristo, vi ringraziamo del dono elargito alla vostra diletta S.Teresa della tenera devozione alla vostra Madre dolcissima Maria, ed al vostro padre putativo S. Giuseppe; e per i meriti vostri e di questa vostra santa sposa Teresa vi preghiamo di darci la grazia d’una speciale e tenera devozione verso la nostra Madre celeste Maria SS. ed il nostro grande protettore S. Giuseppe.

Pater, Ave, Gloria

3. Amorosissimo Signore nostro Gesù Cristo, vi ringraziamo per il singolare privilegio concesso alla vostra diletta S.Teresa della ferita del cuore; e per i meriti vostri e di questa vostra santa sposa Teresa vi preghiamo di donarci una simile ferita d’amore, ed esaudirci, dandoci quelle grazie che per sua intercessione vi chiediamo.

Pater, Ave, Gloria

SPUNTI DI RIFLESSIONE

“Io non mi vergogno del Vangelo, poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede” Rm.1,16

Come vivere questa Parola?

La Parola di Dio, riesce a scavare là dove trova cuori disponibili, facendo emergere quell’impronta divina che neppure il peccato riesce a cancellare. Anche ai nostri giorni non mancano figure luminose che, come Paolo di Tarso, lungo i secoli hanno testimoniato il loro essere stati conquistati dal Vangelo. Infatti la loro vita si è trasformata fino a diventare quella di autentici cristiani apostoli. Sì, essi dicono con la vita che “non si vergognano del Vangelo”. È la vita che ne dà prova.

Se vivo la mia vita attento a non rivelarmi in pubblico, cercando di mimetizzarmi il più possibile in una società dove i valori cristiani sono irrisi, allineandomi con le scelte che vanno per la maggiore anche se contro coscienza, posso dire che “non mi vergogno del Vangelo”?

Signore Gesù, concedimi la grazia di lasciarmi permeare dal Vangelo, così che la mia vita trovi la forza del “lievito” immesso nella “massa di un mondo scristianizzato.

Preghiera del mattino del 14 ottobre

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Per intercessione di Nostro signore Gesù Cristo, ci rivolgiamo a San Callisto nel giorno della sua festa.

La preghiera del mattino per San Callisto I

San Callisto I, il nome di questo Papa è divenuto celebre per un cimitero che porta il suo nome. All’ingresso di questo campo santo è presente questa scritta:

«Chi entra in questo cimitero contrito e confessato, otterrà la remissione dei peccati per i meriti di cento-settantamila martiri qui sepolti con 46 Papi morti per Gesù Cristo».

Impariamo da questo pontefice a suffragare e rispettare i poveri morti.

La Preghiera

O Dio, che ci allieti con l’annua solennità del tuo beato martire e Pontefice Callisto, concedici propizio che come ne celebriamo la festa così usufruiamo della sua protezione. 

Ascolta, Signore, la preghiera
che il popolo cristiano
innalza a te
nel glorioso ricordo
di San Callisto I,
papa e martire
e per la sua intercessione
guidaci e sostienici
nel duro cammino della vita.

Per Cristo nostro Signore.
Amen

O Dio, che ci allieti
con l’annua solennità
del tuo beato martire
e Pontefice Callisto,
concedici propizio
che come ne celebriamo la festa
così usufruiamo
della sua protezione.

​​Per Cristo nostro Signore.
Amen

Preghiera del mattino per domenica 13 ottobre 2019

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La preghiera di oggi Domenica 13 ottobre

Iniziamo la giornata odierna con una semplice preghiera. Rivolgiamoci al Signore e facciamo tutti insieme il segno della croce: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen.

La preghiera per questa mattina

Signore, Tu che ci hai dato come esempio un bambino, perché solo se sapremo essere umili e semplici potremo entrare nel Tuo regno. Aiutaci allontanando da noi ogni tentazione terrena e concedici di vedere il Tuo volto in ogni uomo nel nostro cammino, affinché possiamo servirlo con immenso amore. Amen.

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen.

Il Santo Rosario: Ecco i Misteri Dolorosi che ci raccontano la sofferenza di Gesù per causa nostra

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Il Santo Rosario si recita andando a contemplare i Misteri, ogni giorno diversi. I Misteri fanno riferimento e descrivono gli avvenimenti quotidiani accaduti durante la vita terrena di Gesù e di maria Vergine.

Si parte da il lunedì e il sabato dove le nostre preghiere e tutti i nostri pensieri sono rivolti a contemplare i Misteri della Gioia (Misteri Gaudiosi). Il Martedi e il venerdì i Misteri del Dolore (Misteri Dolorosi). Il Mercoledi e la domenica i Misteri della Gloria (Misteri Gloriosi). Il giovedì i Misteri della Luce (Misteri Luminosi).

Siamo in Ottobre e questo mese è interamente dedicato al Santo Rosario. Andiamo quindi a ripercorrere i Misteri in modo più dettagliato.

Santo Rosario: i Misteri del Dolore

I Misteri del Dolore ci narrano i momenti più tragici della vita di Gesù Cristo, quelli che porteranno al suo sacrificio finale in croce. Si parte dalla sera del suo arresto, Gesù stava pregando insieme ad alcuni suoi discepoli, nell’Orto degli Ulivi, il Getsemani. Cominciava già a sperimentare tristezza e angoscia per ciò che stava per accadere ed iniziò a sudare sangue (primo Mistero Doloroso: L’Agonia di Gesù nel Getsemani).

Poi, Gesù venne arrestato. Pilato, il Governatore romano dell’epoca, che lo aveva interrogato e non lo riteneva colpevole di alcun reato, nell’estremo tentativo di salvarlo, lo fece flagellare. La legge romana, diceva, infatti che un prigioniero flagellato non poteva esser messo a morte, in quanto, dopo la tortura, la sua fine era pressoché segnata. Il flagello era un’arma terrificante, un bastone di legno con strisce di cuoio ad una estremità. Ad ognuna di queste strisce, era legato un piccolo manubrio con punte acuminate di piombo (secondo Mistero Doloroso: La flagellazione di Gesù).

Dopo i tanti colpi del flagello, Gesù venne deriso e coronato di spine. Erano spine di acacia, dure e pungenti, che perforarono senza pietà il suo capo (terzo Mistero Doloroso: L’incoronazione di spine).

Gesù, allora, fu caricato del patibolo, il legno orizzontale della croce, del peso di circa 30 kg. Gli fu legato sulle spalle, a braccia tese, mentre altre funi gli bloccavano le caviglie. Lo univano alla stessa sorte degli altri condannati a morte – quel giorno due – per prevenire ogni ribellione o tentativo di fuga. Così cominciò il cammino verso il Golgota, il luogo dove sarebbe stato giustiziato.

La crudele morte di Gesù

Sotto il peso del patibolo, le forze lo abbandonavano; cadeva con la  faccia e le ginocchia in terra, sopra i sassi della strada che traversava, senza neanche potersi riparare il viso con le mani (quarto Mistero Doloroso: Il viaggio al Calvario di Gesù, carico della croce).

Arrivato al luogo stabilito, due grossi chiodi, sotto i colpi spietati dei soldati, gli bucarono i polsi, fissandolo al legno. In quello stato -appeso per i polsi- lo tirarono su, con una carrucola, per issarlo sul legno verticale della croce, già piantato in terra.

In quella posizione, un uomo muore dopo 6 minuti. I polmoni si riempiono di anidride carbonica, perché non si riesce più ad espirare. Nemmeno questo, però, fu concesso a Gesù, poiché subito un altro chiodo gli trapassò i piedi e su quello doveva far forza per risollevarsi e respirare, respirare ancora, nelle successive tre ore della sua agonia (quinto Mistero del Dolore).

Preghiera del mattino del 04 giugno 2018

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La preghiera del mattino di oggi Lunedì 4 giugno 2018.

PREGHIERA DEL MATTINO

Signore, mi hai protetto, con i miei cari, durante la notte. Un giorno nuovo ci aspetta. So che anch’esso sarà avvolto dalla tua bontà e dalla tua potenza. Fa’ che ne diventiamo consapevoli; concedici di accorgerci che ci sei vicino. Fa’ che la tua presenza salutare si manifesti anche agli altri nelle nostre parole e nei nostri atti. Rendici pazienti e comprensivi verso i nostri fratelli. Perché tu vuoi che facciamo conoscere al mondo la tua benevolenza. Se questa è la tua volontà, concedici di essere gli annunciatori del tuo Vangelo. Così, chi ti cerca ti troverà più facilmente e i credenti si rallegreranno della tua vita. Amen.

Come annunciato, Papa Francesco ha celebrato il Corpus Domini ad Ostia

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Come annunciato, Papa Francesco ha celebrato il Corpus Domini, pressa la parrocchia di Santa Monica ad Ostia.
Anche Papa Paolo VI, esattamente cinquant’anni fa, aveva avuto la stessa ispirazione.

E li ha parlato ai fedeli delle oppressioni, dei “muri dell’indifferenza e dell’omertà”, da abbattere assolutamente, come “le inferriate dei soprusi e delle prepotenze”.
Bisogna fare in modo che “le vie della giustizia, del decoro e della legalità” si realizzino anche sul litorale rimano, luogo dove molti fatti di cronaca parlano della delinquenza organizzata, che incute paura, terrore, che minaccia e atterrisce.

Il Papa suggerisce di “sciogliere quei nodi che ci legano agli ormeggi della paura e dell’oppressione”, “non rimanere zavorrati sulla spiaggia in attesa che qualcosa arrivi, ma a salpare liberi, coraggiosi, uniti”.
Il Papa ha visitato un quartiere che ha bisogno di sostegno, per ritrovare la forza nella fede, per combattere i soprusi e le angherie dei clan.
Per questo motivo, Papa Francesco ha cambiato la tradizione, che lo avrebbe voluto celebrante a San Giovanni in Laterano, come in tutte le altre solennità del Corpus Domine, degli ultimi decenni.

Poi, la processione si è snodata per le vie di Ostia, per più di un chilometro, portando a tutti la verità del Santissimo Sacramento, fino a giungere alla parrocchia di Nostra Signora di Bonaria.
Gesù, dunque, era li, vivo e presente, in mezzo a quelle persone che ascoltavano le parole del Pontefice, che offriva benedizioni e consolazione, per coloro che soffrono e non sanno trovare la forza di reagire.

Cristo “ha riservato anche un posto lassù, in paradiso, per stare insieme con lui e tra di noi per sempre”, “il vitto e l’alloggio definitivi”.
Dunque, la speranza non deve mai venir meno, perché entrambi quei doni, cibo e rifugio, ci vengono donati proprio attraverso l’Eucarestia.
L’Eucarestia ci nutre tutte le volte che abbiamo bisogno di saziarci di affetti e di speranze, ogni volta che abbiamo fame di essere compresi, realizzati.
La possiamo ottenere molto facilmente, basta scegliere si seguire Cristo, riscoprendo la Santa Messa e l’Adorazione eucaristica.

La Madonna ci mette in guardia: satana e scatenato e vuole distruggerci

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La donna nemica di satana.“NON SI PUO’ SERVIRE A DUE PADRONI”

Fin da quando tentò i progenitori, la volontà di satana si manifestata nella sua interezza e tale resta anche oggi: è diretta a staccarci da Dio facendoci ribellare alla Sua Parola. Il desiderio di satana è di distruggere il Piano divino, che è un Piano di pace, di amore, di felicità. E la nemica di satana, la Vergine Immacolata, si presenta subito come l’umile ancella che obbedisce a Dio, che ci ottiene il Salvatore, che desidera ricondurci sulle vie della pace.

A questi concetti si ispirano i riferimenti a satana contenuti negli ultimi messaggi. “Decidetevi completamente per Dio e non permettete a satana di entrare nella vostra vita attraverso quelle cose che danneggiano voi e la vostra vita spirituale” (25.2.90) Tante volte la Madonna ci ha ricordato che non si può servire a due padroni. Decidersi completamente per Dio significa rinnovare ogni momento quella scelta radicale che abbiamo fatto con i voti battesimali. La rinuncia a satana esprime la volontà di escludere il demonio dalle decisioni quotidiane, osservando fedelmente le parole di Dio, poiché ogni danno vero ci deriva dai disobbedire a Dio, e pregando incessantemente per alimentare la nostra unione con il Signore.

“Desidero proteggervi da tutto ciò che satana vi offre e attraverso cui vi vuole distruggere” (25.3.90). Satana ha tanto da offrirci, specie per soddisfare le tre grandi concupiscenze: l’orgoglio del potere, le soddisfazioni delle ricchezze, i piaceri della carne. E chi abbocca a queste tentazioni resta distrutto, perché frutti che ricava alla fine sono: la corruzione della carne e la dannazione dell’anima, come espressamente ci ricorda S. Paolo Eppure molti cedono, ed è per questo libero consenso dell’uomo che “satana è forte e cerca di distruggervi e di ingannarvi in molti modi” (25.9.90). Il demonio è pericoloso perché noi non vigiliamo “forti nella fede”, come ci ammonisce S. Pietro; se noi gli resistessimo, “satana fuggirebbe via da noi”, come afferma S. Giacomo.
Anche a Medjugorje la lotta tra il demonio e la Vergine è in atto con tutta la sua violenza. “Satana tenta di distruggere i miei progetti e di ostacolare i piani che il Padre Celeste desidera realizzare qui (25.9.90). Ecco perché le apparizioni continuano e perché continuano i messaggi. Il Padre Celeste ha un piano di pace che non è stato ancora realizzato interamente; lo attua per mezzo della Regina della Pace. Ma c’è satana che si è scatenato: “Satana e forte e con tutta la sua forza desidera distruggere la pace che viene da Dio… lo desidero aiutarvi e condurvi sulla via della pace (25.10.90).

Questo messaggio di fine ottobre pone bene in luce i due desideri: quello di satana e quello di Maria. Satana desidera distruggere la pace; Maria desidera portarci alla pace. A queste scopo ci invita a vivere i messaggi della pace. Credo che, con questa frase finale, la Vergine intenda riferirsi a tutti i messaggi che ha dato a Medjugorje (preghiera, eucarestia, rosario, digiuno. conversione, confessione, lettura della Bibbia…). Sono tutti messaggi di pace perché portano a vivere nella volontà di Dio. Ed è in questo che sta la pace; non cerchiamola altrove perché cercheremmo invano.

Domande e risposte.

D. — Non potrebbe indicarci una preghiera della Madonna. che tutti possano recitare e che sia efficace contro il demonio?

R. — Ce ne sono tante; la più forte è il Rosario. Ma qui ne riporto una che fu indulgenziata da S. Pio X nel 1908: “O Augusta Regina del cielo e Sovrana degli angeli, a te che hai ricevuto da Dio il potere e la missione di schiacciare la testa di satana, noi chiediamo umilmente di mandarci le legioni celesti perché, al tue comando, inseguano i demoni, li combattano dappertutto, reprimano la loro audacia e li respingano nell’abisso. Amen”.

D. — Non capisco come sia possibile che l’uomo, creatura intelligente, scelga satana e non Dio, l’inferno e non il paradiso Mi sembra assurdo.

R. — L’uomo è intelligente, ma è anche libero. Certo c’è qualcosa che facciamo fatica a comprendere, in quello che chiamiamo il mistero del male. Vediamo però i fatti. Satana per primo, benché creato buono e il più splendente degli angeli, si è ribellato a Dio con un atto pienamente cosciente, ed è diventato il più infelice dei demoni. Anche l’uomo, in questo tempo di prova può cedere alla voce del mentitore, come hanno ceduto Adamo ed Eva; può cadere di fronte alla lusinghe del demonio, della carne, del mondo. Ognuno di noi ha l’esperienza di come sia possibile cadere nella colpa e sa come ci si possa risollevare da essa; ma sappiamo anche come ci si possa indurre nelle cattive abitudini al punto di rifiutare le mille occasioni che il Signore ci offre per convertirci. Perciò siamo noi i responsabili del nostro eterno destino.

Padre Gabriele Amorth– Eco di Medjugorje nr.78

La Preghiera che la Madonna non può non ascoltare…

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NOVENA PERPETUA ALLA VERGINE DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA.

O Vergine Immacolata, – Madre di Dio e Madre nostra, – con la più viva fiducia nella tua potente intercessione, – tante volte manifestata per mezzo della tua Medaglia, – umilmente ti supplichiamo di volerci ottenere le grazie – che con questa Novena ti chiediamo.

(Breve pausa per formulare in silenzio le proprie richieste),

O Madonna della Medaglia Miracolosa, che sei apparsa a S. Caterina Labouré, nell’atteggiamento di Mediatrice del mondo intero e di ogni anima in particolare, noi mettiamo nelle tue mani e affidiamo al tuo cuore le nostre suppliche.

Degnati di presentarle al tuo Divin Figlio ed esaudirle, se esse sono conformi alla Divina Volontà e utili alle anime nostre. E, dopo aver innalzato verso Dio le tue mani supplichevoli, abbassale su di noi e avvolgici coi raggi delle tue grazie, illuminando le nostre menti, purificando i nostri cuori, affinché da te guidati, raggiungiamo un giorno la beata eternità. Amen.

PREGHIERA FINALE:

Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai sentito dire che alcuno abbia fatto ricorso al tuo patrocinio, implorato il tuo aiuto, chiesto la tua protezione e sia stato abbandonato. Animato da questa fiducia, anch’io ricorro a te o Madre, Vergine delle Vergini, a te vengo e, pentito, mi prostro davanti a te.

Non respingere, o Madre del Verbo, la mia supplica, ma ascoltala benigna ed esaudiscimi. Amen.

Salvatore, malato di sla: “Volevo morire, poi è successo qualcosa”

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La storia di Salvatore Vono, 57enne malato di sla, è un esempio di come la vita sia più preziosa di qualsiasi altra cosa. A partire dal 2014 la sclerosi amiotrofica laterale comincia a debilitarlo, lo costringe alla sedia a rotelle. Inizialmente la diagnosi non è certa, ma con il passare dei giorni ed il peggioramento delle condizioni, i sintomi sono chiari e non ci sono più dubbi.

La sua salute si degrada costantemente, perde l’occhio destro (sostituito da una protesi), è costretto a respirare attraverso un respiratore, fatica a deglutire e riesce a parlare solo attraverso una speciale tabella sulla quale indica con lo sguardo le lettere.

In quelle condizioni, con la legge sul biotestamento appena approvata, Salvatore pensa che l’unica cosa da fare, per non essere un peso ai familiari ed allo stato, è quella di farla finita. Tutto è pronto nella sala dell’ospedale: c’è una psicologa incaricata di dare sostegno alla famiglia dopo l’ultimo passo, l’anestesista è pronto a inserire il cocktail letale, basta un cenno del capo di Salvatore, un’indicazione convinta che quella è la sua volontà, ma lui non è pronto ad andarsene e annulla tutto. Salvatore ha compreso in quell’istante che vuole vivere, che la vita è più importante della sua malattia, che l’affetto dei suoi cari è più forte delle paranoie che glielo fanno sembrare un atto dovuto.

Il merito di questo ripensamento, però, lo si deve dare in parte a Monsignor Negri, il quale un giorno gli disse: “Che Dio aveva scelto lui, come aveva fatto con suo figlio Gesù. E che valeva la pena provarci, andare avanti, continuare a vedere fiorire le piante, anche con quella malattia, anche senza più la sua voce e la mobilità di braccia e gambe”. Dopo quelle parole in lui è cresciuta la fiducia in se stesso e nella vita, è maturata la consapevolezza che togliersi la vita, non solo era inutile, ma era un danno per se stesso e per i suoi casi. Oggi Salvatore si dice contento della vita, spiega di aver bisogno solamente di amore, ma non critica chi decide di ricorrere all’eutanasia della quale dice: “E’ giusta, anche per i familiari”, quindi su dj Fabo aggiunge: “Anche io nelle sue condizioni lo avrei fatto”.

Immigrazione, accusata Open Arms: l’ong implicata nel traffico dei migranti?

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Da tempo la Procura di Catania per disposizione del pm Carmelo Zuccaro indaga sull’attività delle Ong nel mar Mediterraneo riguardo alla tratta dei migranti. Nei giorni scorsi le indagini hanno portato al sequestro dell’imbarcazione della Ong spagnola ‘Open Arms‘ con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina. I fatti contestati risalgono al 15 marzo 2017, quando il capitano dell’imbarcazione ha proceduto forzatamente al salvataggio e al trasposto in Italia di un gruppo di migranti libici nonostante la Guardia Costiera Italiana e la marina libica avesse ordinato di lasciar gestire la situazione al Paese di competenza.

Migranti, accusata l’Ong ‘Open Arms’: i sospetti contro l’associazione spagnola

Il 15 marzo l’Ong ha contattato la Guardia Costiera italiana chiedendo di poter procedere al salvataggio di un gruppo di migranti a largo della costa libica. In un primo momento è stato dato il via libera, ma successivamente la Marina libica ha chiesto alla Guardia Costiera di informare l’Ong che il salvataggio sarebbe stato gestito da loro, come previsto dal diritto internazionale. In seguito a questo coordinamento il comandante di Open Arms è stato informato degli sviluppi e gli è stato chiesto di desistere dal portare a termine le operazioni, ma questo ha continuato a navigare in direzione dei migranti.

Questa decisione, secondo quanto riferito dal responsabile della vedetta libica al ‘Giornale‘, ha fatto si che i migranti decidessero di gettarsi in mare per farsi salvare dall’Ong: “I migranti sul barcone ci gettavano contro quello che avevano ed un gruppo si è tuffato in mare perché volevano farsi recuperare dalla Ong per andare in Italia. Non è vero che li abbiamo messi noi in pericolo. Anzi, per evitare tragedie ho dato l’ordine di ritirarci”. Successivamente al recupero dei 218 migranti è stato chiesto all’Ong di consegnare i civili a Tripoli, ma anche in questo caso l’ordine è stato disatteso e l’imbarcazione si è diretta verso il porto di Pozzallo, rimanendo in zona finché non ha ricevuto il permesso di sbarco.

L’ipotesi della Procura è che l’Ong abbia volutamente forzato gli ordini per portare i migranti in Italia secondo accordi presi con chi gestisce il traffico di migranti, ma i responsabili di Open Arms rigettano le accuse: “E’ un provvedimento preventivo, una mera ipotesi di reato, ma siamo ingiustamente accusati di associazione criminale e di incoraggiare l’immigrazione clandestina disobbedendo ai libici ai quali non abbiamo voluto consegnare donne e bambini”, afferma il portavoce dell’Ong che aggiunge: “Salvare persone al fine di riportarle con la forza in un Paese non sicuro, come è la Libia, equivale a riconsegnarle a una situazione infernale, rischiosa e a forte tensione; è in contrasto con lo status dei rifugiati delle Nazioni Unite”.