22 agosto – VANGELO (Mt 19,23-30) È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».

A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».

Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».

Meditiamo

Cento volte tanto, cento volte tanto… Qualche mese fa un ragazzo delle superiori che mi aiuta con i bambini, alla fine di una Messa, mi ha chiesto a bruciapelo: «Perché farsi prete, don?» Ho aspettato qualche minuto, lodando il Signore perché quella domanda nascondeva una ricerca vocazionale, poi gli ho detto: «Cento volte tanto, fratellino, cento volte, te lo garantisco. In gioia, affetti, fatica, esperienza, intensità. Ricevi cento volte tanto, come ha promesso Gesù».

Lo sai anche tu, amico lettore: se davvero hai messo la tua vita nelle mani di Dio, se davvero sei rimasto profondamente segnato dalla tenerezza del Maestro Gesù, se ti sei fidato lo sai che è così, vero? Abbiamo messo la nostra giovinezza a servizio del vangelo, nella fatica e nella povertà dell’essere costruttori di comunità, cioè preti, e abbiamo visto passare Dio nel cuore della gente.

Abbiamo scommesso, come coppia, sull’accoglienza, uscendo dalla logica piccina di questo mondo, e il bambino che abbiamo preso in affido ci ha riempito gli occhi di nuvole e di ali di angeli. Abbiamo osato ragionare col vangelo nel cuore invece che con le abitudini, e ora siamo liberi per amare. Abbiamo rinunciato a piangerci addosso, a maledire la nostra vecchiaia e la nostra solitudine, e questo gesto ha prodotto sorrisi nei miei vicini e nelle persone di cui mi occupo. Cento volte tanto, amici, cento volte tanto.