Ferragosto – Assunzione al cielo di Maria Santissima, Madre di Dio

Maria assunta al cielo, non ha preso le distanze dall’umanità, che ha maltrattato suo figlio Gesù. Anzi, primizia dei risorti, nuova Eva insieme al nuovo Adamo è più vicina a ciascuno di noi. Trascendendo i limiti della carne, lo spazio e il tempo non sono più un ostacolo al suo volerci servire maternamente, uno a uno. Maria proclama il Magnificat inaugurando il suo ministero nei confronti dell’umanità, presso sua cugina Elisabetta, “che tutti dicevano sterile”. Si, quest’umanità che lei serve e ama sembra sterile, incapace di far nascere qualcosa di buono, ma la Madre Sua e nostra non smette di credere in noi e spronarci a vivere la nostra vita come una lunga gravidanza che ci farà partorire la nostra resurrezione.

Lc 1, 39-56
+In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.+

Maria, la donna che ha portato nel mondo il nostro Salvatore, non ha considerato la sua elezione come un privilegio che l’avrebbe affrancata dalla sua “normalità” di donna e madre, anzi, la “Piena di Grazia” si è subito messa a servizio, correndo da sua cugina Elisabetta che stava affrontando in età avanzata gli ultimi tre mesi di una gravidanza tanto voluta quanto difficile.

+Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!+

Il saluto e la visita di Maria riempiono di Spirito Elisabetta e il bambino che portava nel grembo. Anche nella sua vita prenatale Giovanni è profeta, ll quale riconosce e glorifica Gesù.

+A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».+

Il Figlio di Maria è già proclamato Signore nei primissimi stadi del suo sviluppo embrionale. La Parola in questo frangente sottolinea che l’individuo è già persona nei primissimi stadi della vita. Elisabetta sottolinea la più grande virtù della “Madre del suo Signore”: la sua fede. Quel salto nel buio che Dio ci chiede di compiere perché impariamo a fondare il nostro modo di pensare e interpretare la vita sulle nuove categorie portate dal Vangelo e non solo sulla visione materialista della vita.

+Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».+

Il Magnificat è un cantico, una profezia, un testamento Spirituale che Maria lascia alla sua comunità. Il suo parallelismo con il primo libro Samuele (vv 2, 1-10) è più che evidente. Mi piace pensare che la giovane Maria abbia innalzato proprio questo antico cantico in quel frangente. La Vergine Sposa dello Spirito esulta proprio perché si sentita amata nella sua “umiltà” e, sopratutto, gli è stato dato di poter essere “serva” dell’Altissimo: tutt’altro che un vanto. E’ difficile pensare che il cantico sia una auto proclamazione di santità, Maria non sta lodando se stessa ma ciò che il Signore ha compiuto in lei, glorificando così la sua opera. Nel Magnificat Maria gioisce ed esalta Dio perché nella sua visione contempla il soccorso portato agli ultimi, coloro che non hanno difensori, gioisce nella visione della giustizia che Dio porterà anche verso il suo popolo oppresso dalla prepotenza dei suoi persecutori, uomini o demòni che siano,

+Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.+

Questi tre mesi passati con Elisabetta rappresentano il senso stesso del servizio che la nostra Mamma celeste fa all’umanità. Aiutare la Chiesa a farci nascere come creature nuove. Elisabetta è incinta ma incapace di affrontare da sola il suo parto, così anche l’umanità sente il bisogno e il sostegno di una presenza che aiuti il suo rinascere nel Vangelo,

Felice Solennità dell’Assunzione.